LA FASE PSICODIAGNOSTICA
Questo processo è caratterizzato da un iter che il paziente ed il clinico percorrono allo scopo di rilevare e circoscrivere l’ampiezza dei disturbi lamentati, attribuire loro significato e strutturare le possibili strategie di cui avvalersi per ridurre, modificare o eliminare (se possibile) le cause che hanno portato alla sofferenza che lui o i familiari lamentano.
Al termine di questa fase (che può durare fino a 3-4 incontri a seconda delle problematiche che emergono e dagli strumenti utilizzati) il clinico effettuerà una validazione delle ipotesi diagnostiche e una restituzione al paziente, condividendo potenzialità e criticità di quanto emerso e ipotizzando assieme a lui una possibile attuazione di intervento; sarà al termine di questo iniziale percorso che si potrà pianificare il tipo di intervento che meglio si addice a quella specifica persona in quella specifica situazione, come un sarto che cuce addosso il miglior vestito per il cliente più esigente.
Durante questo percorso il clinico potrà proporre dei test psicodiagnostici allo scopo di meglio indagare alcune aspetti della persona e meglio strutturare una eventuale terapia per il paziente.
E’ in questa prima fase, determinata dalla particolarità del contesto, che il terapeuta ed il paziente gettano le basi della loro futura alleanza, del rapporto che si va snodando e delle caratteristiche che sarà importante mettere in gioco per facilitare un clima di fiducia e di empatia in cui la persona potrà sentirsi accolta ed ascoltato con tutte le sue difficoltà da un professionista che dovrà essere preparato, competente, capace di mettere in gioco gli aspetti salienti dei primi approcci alla relazione terapeutica.



